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Il castello di Solliden festeggerà 120 anni nel 2026.
serre progettate da architetti
Nel 2026 il Castello di Solliden festeggerà 120 anni. Un progetto straordinario nato dall'amicizia tra l'allora Principessa Ereditaria Vittoria e il dottor Axel Munthe, la cui Villa San Michele servì da modello per una grandiosa villa in stile italiano.
Solliden è davvero unico, sia per la sua architettura che per il suo giardino altrettanto unico. Re Carlo XVI Gustavo ha scelto come tema di Solliden "Insieme nel tempo", un tema che collega diverse ricorrenze celebrate nel 2026, ma che si ricollega anche al concetto stesso di giardino: sempre nel tempo, sempre in rinnovamento.
L'elemento centrale del Jubilee Garden è senza dubbio la serra Jubilee., progettato e creato in modo unico da SINISTRA Per celebrare questo giubileo reale, la serra, con la sua architettura, si ricollega alla storia e al linguaggio progettuale di Solliden, guardando al contempo al futuro. È un omaggio al design senza tempo, alla solida maestria artigianale e all'interazione duratura tra architettura, natura e le persone che si riuniscono sotto la sua copertura di vetro.
Varcando il cancello del Solliden Castle Park, si viene accolti da un ambiente davvero speciale che invita a passeggiare ed esplorare. Il parco circonda la residenza estiva della Famiglia Reale ed è stato progettato oltre cento anni fa dall'allora Regina Vittoria, che creò un giardino ispirandosi a diverse parti del mondo.
Serra giubilare
Serre progettate da architetti
Aggiungere qualcosa di nuovo a un ambiente ricco di storia e cultura richiede più del semplice rispetto: richiede comprensione, precisione e coraggio. Il Castello di Solliden, con la sua architettura di ispirazione italiana e la chiara idea di una vita armoniosa nel paesaggio, racconta una storia avvincente di luce, proporzioni e interazione tra edificio e natura.
La serra per l'anniversario trae ispirazione proprio da questo concetto. Con radici nella tradizione classica delle aranciere, ma con una precisione tecnica e funzionale contemporanea, sarà uno spazio in cui utilità e piacere si fondono. Qui si trovano la competenza nella coltivazione e nella botanica, ma qui creiamo anche un luogo per conversare, consumare pasti e rilassarsi. La serra non sarà quindi un semplice oggetto in giardino, ma un'estensione della vita al suo interno.
Unendo il meglio di due mondi – il linguaggio progettuale storico e le esigenze odierne di funzionalità e sostenibilità – nasce un'architettura che non imita, ma evolve. La nostra collezione di serre Rose si distingue per le sue splendide modanature, il caldo senso delle proporzioni e le finiture di alta qualità.
La storia di Solliden inizia con l'incontro tra due personalità forti: Axel Munthe e la principessa ereditaria Victoria. Il loro comune interesse per l'arte, l'architettura e il paesaggio ha gettato le basi per un'amicizia che ha poi contribuito a plasmare il luogo stesso.
Munthe, medico e umanista, portò con sé influenze italiane, non ultima quella di Villa San Michele a Capri, dove architettura e natura si fondono in un tutt'uno. La principessa ereditaria Vittoria trovò in questo la visione ideale per Solliden: un luogo di svago, luce e tranquillità, ma anche di coltivazione e vita.
Grazie all'aiuto di Axel Munthe, Victoria poté acquistare dall'Italia dettagli architettonici e statue che furono poi incorporati nelle mura dell'edificio. Victoria era anche una collezionista, in particolare di antiche stufe in maiolica, di cui si trova un gran numero all'interno del castello.
L'architetto era Torben Grut, la cui opera più famosa è lo Stadio di Stoccolma, costruito per i Giochi Olimpici del 1912. Con l'aiuto di Axel Munthe, Vittoria poté acquistare dall'Italia dettagli architettonici e statue che furono poi incastonati nelle pareti dell'edificio. Vittoria era anche una collezionista, in particolare di antiche stufe in maiolica, di cui si trovano numerosi esemplari all'interno del palazzo.
Architettura e giardini sono sempre parte di una storia più ampia. Vengono plasmati, utilizzati, modificati e tramandati. In VANSTA esiste un legame diretto con questa eredità attraverso la proprietaria e CEO Berenike Munthe, parente stretta di Axel Munthe. Con la stessa curiosità per lo spazio, la luce e il rapporto tra l'uomo e la natura, ha sviluppato un concetto in cui la serra classica acquista rilevanza contemporanea.
"Riscoprire le proporzioni classiche che si sono tramandate di generazione in generazione è una passione che permea tutto ciò che facciamo. Avevo in mente il progetto di questa serra da diversi anni. Poterlo realizzare in questo contesto specifico, in cui ci riconnettiamo con Axel Munthe, è una grande soddisfazione", afferma Berenike Munthe, designer e titolare di Vansta.
Contribuire alla storia di Solliden è quindi più di una semplice missione. È un dialogo che attraversa le generazioni, in cui aggiungiamo con delicatezza un nuovo strato a un tessuto già ricco. Le famiglie vanno e vengono, ma i luoghi e le idee restano.
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